Testa di Garitta Nuova: la mia prima volta!

Buona la prima! Cin cin!

Buona la prima! Cin cin!

Testa di Garitta Nuova (Paesana, Valle Po, CN).
Esposizione: NordOvest
Difficoltà: MS (medi sciatori)
Quota di partenza: 1500 mt
Quota vetta: 2385 mt

La neve mi attrae perché mi somiglia: non è mai la stessa. Le geometrie dei suoi cristalli ornano le cime come gioielli per farle brillare anche di notte. Può essere morbida ed accogliente o dura e impenetrabile anche per lame affilate. Strega spietata nelle vesti di una valanga, si arrende poi quando arriva la Primavera, appesantita dalle continue trasformazioni sparisce pian piano lasciando che il calore del sole abbracci la terra nuda. Ma è sempre neve.

La giornata è magnifica sotto ogni punto di vista: temperatura, cielo azzurro, compagnia ed entusiasmo: tantissimo. La mia prima volta in versione “sci alpinista”. Riccardo “maestro per un giorno” si è offerto volontario. Mi ha prestato l’attrezzatura completa di un amico: sci, pelli di foca, scarponi e coltelli. L’Essere più felice però credo non essere io ma la mia Luna. Da un paio d’anni ormai divide il mio affetto con il Piccolo Mostro. La sua pazienza è infinita come l’amore per la sua padrona che mostra con quella coda scodinzolante anche quando la lascio a casa per andare a scalare e torno con tutti i profumi del bosco. Mi ha seguita tutto il giorno per quasi 1000 metri di dislivello a salire e altrettanti a scendere. Mentre sciavo, al ritorno, su una pista battuta dai gatti, temevo che da un momento all’altro non sarebbe riuscita a fermarsi tanto correva. Sembrava quasi ridesse. Ogni volta mi riprometto di essere meno egoista.

L’effetto delle pelli di foca che mordono la neve e non ti lasciano scivolare all’indietro è quasi magico oltre che divertente. Da principiante ho avuto un attimo di esitazione e sono tornata alla realtà con un bel volo. Così il “maestro per un giorno” mi ha insegnato a zigzagare quando la pendenza aumenta e non mi sento sicura. Utile e faticosissimo. Sono arrivata alla croce che quasi vedevo la Madonna, sudata marcia come se ci fossero 40° all’ombra. Ho bevuto un thermos di tè caldo! La discesa è stata più facile, sciare fuori dalla pista segnata dal gatto delle nevi era per me impossibile. Dura e rotta. Mi sarei incartata facendo saltare definitivamente il mio ginocchio.

Pausa al rifugio che inaugura la stagione proprio oggi con dell’ottima birra Kauss mai bevuta prima e un panino caldo con della toma locale. Ritorno a casa stanca e contenta. Domani mi aspetta una mission impossible: addobbare l’albero di Natale con il Piccolo Mostro!

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