Wild

wild“Camminare lungo una strada che dovevo aprirmi da sola – quella che speravo fosse il PCT […] mi faceva sentire più viva di quanto mi fossi mai sentita. Per quanto fossi incerta mentre avanzavo, sentivo che era giusto, come se lo sforzo in sé significasse qualcosa. Forse che stando in mezzo alla natura incontaminata anch’io potevo essere incontaminata, indipendentemente da ciò che avevo perduto o mi era stato strappato, indipendentemente dalle cose riprovevoli che avevo fatto agli altri o a me stessa […]. Nonostante tutto il mio scetticismo, c’era una cosa in cui nutrivo una fede incontrollabile: la natura selvaggia possedeva una trasparenza che includeva anche me.” (C. Strayed)

Confesso: mi aspettavo qualche emozione in più da questo libro tanto acclamato dal pubblico americano, viste le premesse da caso editoriale dell’anno. Ero in uno dei soliti ipermercati in cui mi fiondo una volta a settimana, cercando di ricordare in 15 minuti tutto quello che mancava a casa. E’ di rito la frase appena salgo in macchina: “Porc… Mi sono dimenticata la cosa per cui ero venuta fin qui”.

Nonostante i miei sforzi per dilatare il tempo, sono sempre di corsa, spesso in ritardo e perso per perso due minuti in più cosa vuoi che siano? Un’occhiata curiosa a quel banco di libri “di massa” scontati del 15% non manca mai. Al massimo appoggio nel carrello Peppa Pig da guardare, Heidi da colorare o Nemo da leggere. Mia figlia adora i “bibi”, i libri. Mi auguro per lei che non le passi.

Uno scarpone slacciato e consumato, di quei modelli da escursionista ormai passati di moda con dei laccetti fucsia… Non poteva che essere di una donna e quel titolo, “Wild”, non poteva che evocare un impulso ancestrale per l’avventura. Mentre una parte del mio cervello associava l’immagine di copertina alla parola montagna, l’altra aveva già dato l’impulso alle mie gambe di avvicinarsi e alla mia mano di prenderlo.

Non puoi non affezionarti alla protagonista, Cheryl Strayed. E’ una storia vera quella che racconta, è un lungo viaggio lungo il PCT (Pacific Crest Trail, 4260 Km di trekking), che lei affronta senza alcuna esperienza escursionistica, senza alcuna preparazione fisica. La determinazione e una buona dose di inconsapevolezza la porteranno a vivere un’avventura di tre mesi e  1600 chilometri. La meta raggiunta sarà la sua redenzione.

A distanza di un paio d’anni alla serata di chiusura del Torino Film Festival ho visto il film, voluto e interpretato da Reese Witherspoon e sceneggiato dal mitico Nick Horby. Insieme al regista Jean-Marc Vallée hanno saputo cogliere l’essenza del racconto. Le immagini e la coinvolgente interpretazione hanno fatto il resto. Lo consiglio.

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Cheryl Strayed, “Wild, una storia selvaggia di avventura e rinascita“, ed. True Piemme

 

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