Incontri ravvicinati

Felice

Felice

Pointe du Lamet(Strada Alpe Tour, Moncenisio, TO)
Esposizione: Sud-Ovest
Difficoltà: EE
Quota partenza: 2000 mt
Vetta: 3504 mt
Dislivello complessivo: 1300 mt

 

 

 

   Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di mettere da parte i tuoi sogni. Non di dimenticarli. Oggi mi sono ricordata di averne uno chiuso in un cassetto da troppo tempo e l’ho tirato fuori.

Un cielo così blu può solo farti sorridere e riempirti gli occhi di meraviglia. A 3000 metri di altitudine lo spettacolo diventa vertigine. Si sta bene lassù. Ad un certo punto del cammino non hai più voglia di parlare, un po’ per il fiato un po’ perché è il ritmo dei pensieri a cadenzare i tuoi passi e la mente vola in alto. Le persone vicino a te cercano la stessa silenziosa preghiera all’interno di un tempio infinito chiamato Natura.

   Il sentiero è facile e la traccia è ben visibile anche nella parte più alta e ripida, quando i prati lasciano lo spazio ad uno scivolo di calcescisti. Mi fermo più volte ad ammirare il panorama: la nostra vetta, il Rocciamelone, il Monviso, il Giusalet, i denti d’Ambin, il Pelvoux e poi il Monte Bianco e il Gran Paradiso. A chi mi chiede cosa ci trovi ad “andar per monti”, vorrei prestare i miei occhi questa mattina.

   A pochi metri dalla vetta, la prima neve della stagione. Danno lo zero termico a 3500 metri. Ho dimenticato il cappello e guardo Luna rotolarsi nella neve. Ma come fa? Abbraccio e foto di vetta. Scendiamo subito qualche metro per rifocillarci riparati dal vento e…

   Seduta su un mucchio di pietre smetto di sorseggiare il mio immancabile tè. Intravedo pochi metri più in basso delle ali enormi sparire oltre un torrione di pietra. Non faccio in tempo a sussurrare “Quella… non è una cornacchia” che a pochi metri sopra la nostra testa plana il più grande rapace delle Alpi: un gipeto. Lo stupore ci ha impedito di sprecare secondi preziosi cercando la macchina fotografica nello zaino. Peccato. Le foto migliori restano nella nostra mente. La Natura ci ha lasciati senza fiato. Una volta risvegliati dall’incantesimo lo abbiamo aspettato e lui è tornato per un saluto ancora, per un ultimo regalo e per un click.

   La luce calda del tramonto ci dice che è tardi e dobbiamo muoverci. Le gambe scendono leggere. Sono affamata e felice.

Info utili:

gulliver – Punta Lamet

 

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