Chaberton

Me&Miki

Me&Miki

Mont Chaberton: Claviere-Montgenèvre
Quota di partenza: 1790 mt
Vetta: 3131 mt
Dislivello complessivo: 1340 mt
Difficoltà: E
Periodo: Luglio-Settembre ma oggi è il 27 Dicembre!

 

Lascio i pensieri grigi in città, immersi nella nebbia e parto verso quella meta conosciuta che sento casa mia. Qui è il mio giardino segreto, è la porta che ho aperto alle persone a me più care, è la casetta sull’albero di una bambina che crede ancora nelle favole.

La luna piena illumina lo Chaberton. Poche le sue sfumature argentate. La neve quest’anno è più in ritardo di me! Io e Miki decidiamo di non chiudere le tenda della porta-finestra che dà sul terrazzo per non perderci lo spettacolo e svegliarci l’indomani con il suo buongiorno silenzioso. L’anima non può che sorridere a così tanta bellezza.

Le condizioni sono pressoché estive. D’estate la salita sullo Chaberton è data come escursionismo facile. Con un tazzone di caffè americano tra le mani, lo guardiamo e decidiamo di partire. Mi fermo a Cesana da Alta Quota per comprare al volo un paio di ramponcini leggeri da infilare sugli scarponi nel caso ci fosse del ghiaccio. Meglio uno scrupolo in più che uno in meno. 20 euro ben spesi.

Ci dirigiamo verso Claviere e subito dopo la frontiera svoltiamo su una rampa a destra che segnala “Village du Soleil”. Alla fine della strada vediamo una serie di macchine parcheggiate. Una palina gialla sulla sinistra segna l’inizio di una serie di sentieri. C’è anche il nostro.

Passo dopo passo,  abbandoniamo ogni singola goccia di quel frullato nauseante di pensieri che oggi non ci dà pace. Al suo posto, respiriamo quell’aria sottile che rigenera lo spirito. I profili del versante francese sono quanto di meglio potessimo ammirare.

Fino al colletto camminiamo in maglietta. Il caldo è primaverile! Ci fermiamo a circa 100 metri dalla batteria. Il sentiero normale dal colletto in avanti è innevato e all’ombra. Saliamo su una rampa di ghiaia e neve. Ho paura che Luna scivoli. Senza contare che un gregge di quasi trenta persone sta salendo in processione. Troppa gente per i nostri gusti e troppe scarpe da ginnastica. Decidiamo di scendere. Abbiamo fatto bene. Perché poco dopo sentiamo delle grida e vediamo un ragazzo scivolare una ventina di metri… Si ferma per fortuna. Avrà avuto le sneakers ai piedi, pensiamo.

Ci fermiamo per uno spuntino e per goderci ancora un po’ lo spettacolo. Lo sguardo va oltre le cime e la mente scalza al mio zingaro gentile…

In montagna ritrovo tutto: amicizia, amore, pensieri ordinati e soprattutto me stessa.

Grazie Miki

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *