Funghi Sacri

Vetta

Vetta!

Funghi Sacri (Sperone Rivero, Rocca Sbarua – Frossasco, TO).
Esposizione: Sud
Difficoltà: 5c
Numero tiri: 7

Il tempo mi sfugge. Sveglia alle 6.30 e attacco della via alle 11.15. Non ci siamo. Certo, il cambio destinazione al parcheggio del Mac Donald in corso Giulio ci ha portato via 10 minuti, la colazione da Galup forse 15? Devo rivedere il mio orientamento nei boschi delle falesie…Dal rifugio Melano, si scende sul sentiero che parte sotto la scalinata di legno e dopo pochi minuti si sale lungo la pietraia dove una palina segnala “Rivero”. Appena poco a destra della targhetta “L’innominato” si intravede una scritta in vernice bianca “BON TON”, mezza “B”, un semicerchio al posto della “O”, si confonde con la quarzite e infatti abbiamo perso una buona mezz’ora a trovare l’attacco della nostra via, che è proprio a destra di questa.

Che caldo! Il mio Alpinista Azzurro me l’aveva detto di andare più in alto… La meteo ci ha scoraggiate e abbiamo strambato all’ultimo verso un luogo a noi familiare. Un’altra giornata in rosa: io e Sabrina. Due mamme con l’estremo bisogno di estremo, di un cocktail forte di aria e adrenalina, fuori dalla routine alienante del quotidiano.

  • I tiro: qualcuno sostiene sia più un quinto che un quarto. Forse perché il primo tiro è sempre quello “psicologico” di inizio giornata. Visto il grado complessivo della via, non mi perdo a pensare. Un po di delurium tremens alle gambe e sono in sosta.
  • II tiro: 5b
  • III tiro: 5b Sosta comoda su terrazzino accanto ad un paio d’alberi.
  • IV tiro: 5c La via continua a destra (guardando la parete). Sporgendosi, si riesce a vedere il primo spit un paio di metri sopra. Placca con fessura. Si prosegue poi traversando un po’ a sinistra.
  • V tiro: 5c Si parte a sinistra su placca liscia (ci sono un paio di vecchi chiodi arrugginiti di riferimento). Ho sfruttato un po il diedro per alzarmi con i piedi. La partenza è piuttosto liscia. Il ribaltamento è un po’ esposto e per i piedi c’è veramente poco. Io ho accoppiato le mani su una presa piatta poco sotto lo spit, frase di rito a Sabri:”Occhio! Potrei scivolare!”, ho contato fino a tre e son passata con un gridolino di soddisfazione. Il ragno grosso e peloso prima dell’ultimo spit mi ha alzato il grado…d’ansia. L’idea di toccare col caschetto il filo della sua tela che passava proprio sopra la mia testa e ritrovarmi quel mostro addosso… Sembravo Catherine Zeta-Jones in “The Entrapment”.
  • VI tiro: 3b Breve traverso a destra.
  • VII tiro: 3c ci sono spit arrugginiti che salgono verso sinistra verso la punta dello sperone. Si zigzaga un po’ e si esce tra i ciuffi d’erba. Sabri odia i traversi, anche questi. Non la vedo ma la sento urlare “non mi recuperareeeeee!” e pochi secondi dopo “recuperamiiiiiiii!”. Sto sorridendo. Spunta dall’erba un folletto con il suo casco bianco. Sono felice e anche Sabri sembra contenta. Scendiamo in tempo record con in mente un solo obiettivo: una birra media, fresca da bere sedute e scalze davanti al rifugio.

Nella guida trovate scritto “discesa in doppie”. Lasciate perdere. C’è un sentiero che parte a destra dell’ultima sosta. E’ impossibile non vederlo. E’ segnato benissimo da bolli rossi. In macchina Sabri rompe quell’aria di silenziosa soddisfazione: “Certo che ci lamentiamo di essere stanche ma… potevamo andare in piscina oggi!” La guardo perplessa. Effettivamente… “Naaaahhhh!” e scoppiamo a ridere. CIN CIN!

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