Fessura per P. A.

Motti, il Principe

Motti, il Principe

Piramide (Pianchette – Noasca, TO).
Esposizione: Sud-Est
Difficoltà: 5a
Numero tiri: 3

“I motivi che mi spingono verso l’alpinismo sono l’amicizia, l’avventura e la contemplazione”(Paolo Armando).

La mia favola “Trad Cinderella” ha inizio proprio oggi. Quale luogo fantastico migliore se non la Valle dell’Orco e quale parete alla mia portata per danzare un pò se non la Piramide? Il mio Alpinista Azzurro mi porge le scarpette e il ballo ha inizio: “Fessura per P.A”.

I tiro: Nel momento in cui Robi piazza il primo friend e si alza da terra lo vedo più rilassato. L’avvertimento “Attenzione alle vipere!” scritto nella guida lo aveva agitato non poco. E’ una fobia, certo, in montagna i serpenti ci sono, ma se una relazione scritta te lo ricorda con tanto di punto esclamativo, l’irrazionale paura diventa ansia. Oggi è qui solo per me, per il mio battesimo trad. Per amore, insomma… Di diedri e fessure!!! A parte gli scherzi, quando non vedo più Robi, inizio a guardarmi i piedi e a spaventarmi al minimo fruscio, aspettando il salvifico “Luuuu, molla tutto!”.

Streghe cattive oggi non ne abbiamo incontrate, ma il bellissimo biacco che ho disturbato bussando su una pietra con il mio bastoncino, aveva un che di affascinante e inquietante insieme, mentre annusava l’aria con la sua linguetta biforcuta e nera. Retaggi culturali dettati da un’educazione cattolica… Ricordo che all’ingresso della scuola materna c’era la statua di una Madonna e ai suoi piedi, nudi, si attorcigliava un serpente enorme, chiara rappresentazione del malvagio! Il povero biacco è innocuo. La bestia più feroce resta sempre l’uomo.

II tiro: L’Alpinista Azzurro vuole accertarsi della mia ostinata convinzione a voler scalare da prima e con rassegnazione (e spero una buona dose di soddisfazione) mi passa il materiale. Una mazzetta di nut e friend di misure e colori diversi pendono ai lati del mio imbrago. Il loro tintinnio fa vibrare tutte le mie cellule. L’energia che scorre è un cocktail di entusiasmo, gioia e voglia di avventura. Gli addetti ai lavori stanno sorridendo, lo so. E’ davvero facile questo tiro ma per me è davvero la prima volta! Seguo la fessura e mi fermo comodamente a sistemare un paio di queste protezioni mobili. Ci sono spit ribattuti che rompono per un attimo l’incantesimo e una mini-betulla in cui faccio passare un cordino. Qualcuno passerà di qua a sradicarla…

III tiro: Robi riparte. E’ facile anche l’ultimo tiro. In sosta assaporo l’aria con un sorriso e ringrazio Gian Piero. Lo immagino seduto poco sopra di me, a guardarci. Nel 1974 questa fu la prima via che scalò in solitaria, senza corde né chiodi: sentirsi parte della Natura e fondersi con essa attraverso l’armonia del movimento. “Sarei molto felice se su queste pareti potesse evolversi sempre maggiormente quella nuova dimensione dell’alpinismo spogliata di eroismo e di gloriuzza da regime, impostato invece su una serena accettazione dei propri limiti, in un’atmosfera gioiosa, con l’intento di trarne, come in un gioco, il massimo piacere possibile da un’attività che finora pareva essere caratterizzata dalla negazione del piacere a favore della sofferenza(Scandere, 1974)”. La sera prima avevo ripreso i suoi scritti ed ero andata a cercare proprio l’articolo dedicato al suo amico, Paolo Armando. Vorrei ripercorrere la storia del Principe attraverso i luoghi delle sue avventure e delle sue ispirazioni. La giornata si carica di significato se conosci la strada che stai percorrendo.

Nella sua ricerca continua e nelle sue riflessioni visionarie, il 22 giugno di 30 anni fa, Gian Piero Motti compì il suo ultimo gesto di libertà estrema. L’eco delle sue parole riecheggia in questa valle ogni Nuovo Mattino.

Per ulteriori info sulla via “Fessura per P.A.”:

  • http://www.gulliver.it/itinerario/4159/
  • Maurizio Oviglia, “Rock Paradise. Arrampicate classiche, moderne e sportive nelle valli del Gran Paradiso“, ed. Versante Sud
  • Maurizio Oviglia, “Valle dell’Orco. Dal trad all’arrampicata sportiva.“, ed. Versante Sud

Per cultura personale e apertura mentale:

  • G.P. Motti (a cura di E. Camanni), “I Falliti e altri scritti“, collana I Licheni – Vivalda Editori
  • Alessandro Gogna, “Rock Story“,  ed. Melograno 1983

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