Carpe diem… e arrampica a Finale Ligure!

  Fivy (Bric Pianarella, Finale Ligure, SV).
  Esposizione: Sud
  Difficoltà: 6a+ (6a obbl.)
  Numero tiri: 5 (170 mt), 14 rinvii e fettucce utili. Protetta a fittoni

   Insieme all’azzurro del cielo torna il buon umore, soprattutto dopo 15 giorni di pioggia, grigio e  cattive notizie. Credo che anche l’italiano più cinico e menefreghista si sia sentito sollevato oggi.

   Le temperature non proprio invernali mi hanno fatto pensare al mare e ieri sera l’icona di meteo.it mi regalava un sole pieno su Finale Ligure. Sono bastate due righe con parole chiave come “scalare” e “caldo” per convincere il mio Socio ad andare.

   Mentre assicuro Dave, il sole mi accarezza il viso di sorpresa. Chiudo gli occhi per godermi il suo calore e mi torna in mente la carezza di un uomo gentile e appassionato che non esiste più e che mi manca. Mi scrollo di dosso la malinconia rimandando i se e i ma a momenti più nostalgici e decido di vivermi la giornata perché è assolutamente magnifica: HIC ET NUNC è diventata una regola esistenziale.

   Arrampicare è un po’ come il tacco 12 nell’armadio e il prosecco di Valdobbiadene in frigo: immancabile. L’anima si svuota e l’inquietudine si placa. Spero che la vita non mi impedisca mai di smettere. La parete è il mio specchio, le Miura le mie scarpette. Un giorno il mio Principe Azzurro scenderà in doppia con un mazzetto di nut in mano.

   E’ proprio vero che l’esperienza è la miglior scuola.

   Lezione n° 1 di oggi: mai scegliere una via al limite del tuo grado, anche se trovi la dicitura (A0), anche se quel giorno vorresti girarti su te stessa e diventare Wonder Woman.

   Lezione n° 2: visualizza la manovra che stai per fare, se non l’hai mai fetta, ripeti per tre volte: sto facendo le mosse giuste?

   Lezione n° 3: solo e soltanto in quest’ambito, frena l’entusiasmo di Cinderella Trad prima che sia troppo tardi! Fermala prima che le parta il mantra “Lo voglio fare. E’ fichissimo! Ti prego, ti prego ti preeegooo!” Fermala e falla ragionare. Dave è un asceta: non mangia mai, non beve e nel momento di delirium tremens più nero, al settimo fittone di quel 6a+, non mi ha mandata a cagare.

L1: 20 metri di placca (4b). Non ci sono fittoni. Trovate un chiodo psicologico sulla vostra sinistra, appena superata la pancia iniziale. Sosta comoda. Sosta a catena.

L2: diedro tecnico (6a) e poi rocce, buchi e lame, 35m. Si può azzerare abbastanza facilmente il diedro, ben protetto. Dopo qualche fettuccia e alberelli provvidenziali. Terra e arbusti da scansare. Sosta a catena in una grossa clessidra sotto un grottino.

L3: serie di diedri (4c), 30 m. Ben manigliato. Un fittone sulla destra dello stretto diedro indica la direzione. C’è un grosso masso ben bucato da aggirare. Troppa terra e arbusti. Io ci sono passata sopra assicurandomi con una fettuccia ad un alberello. Sosta a catena dietro un grosso masso.

L4: 40 metri di stenti. (6a+) placca. Buon la partenza, poi placca liscia e strampiombante al settimo fittone. Superata la pancia si prosegue traversando a dx in placca liscia ma più appoggiata. Difficoltà aggiuntiva perché bagnata! Provvidenziale qualche buco ben visibile.  Muretto dritto ben bucato e sosta da attrezzare (3 fittoni e fettuccia in clessidra). Dopo tre tentativi alternati, Dave ci ha salvato la giornata azzerando il tiro. Qui Dave si toglie la tunica da asceta e mostra l’armatura da guerriero. Sei stato grande!

L5: 5b L’ultimo tiro parte con un bel traverso a sx. Esposto ma ben lavorato e protetto. La via prosegue in alto dritta. Bei passaggi con lame e buchi. Uscita strapiombante ma dopo L4 è una scalinata! 30m.

Quando sono qui a Finale, in alto, lontana da tutto e felice, un pensiero va sempre a te, che non ci sei più e che amavi questo posto. Ciao Dedo.

Info utili:

gulliver

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