Il profumo del gelsomino

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Isoard mon amour

Isoard + Colle del Monginevro da Clavier: 73,2 Km a/r.

Col du Lautaret + Galibier da Briançon: 70,8 Km a/r.

Cronoscalata Cesana Tse – Sestriere (che per è me è stata più scalata che crono!): 12,3 Km

Seduta attorno ad un tavolo ascolto con interesse i discorsi di una giovane coppia. Rivivo i loro progetti di casa e famiglia e mi ritrovo più tardi a pensare ai motivi del mio totale fallimento in qualcosa che credevo facesse parte di me sin da piccola.

Credo ci sia un’età per tutto. Un po come quando al negozio di giocattoli trovi sulle scatole 3+, 6+, 8+… Ecco, a 39+ ho chiuso la scatola “famiglia del Mulino Bianco” insieme alle merendine e alle sorpresine ad essa connesse per aprire quella dei “Giochi senza frontiere”. A volte la vita cercano di spiegartela, ma bisogna viverla. Non ci sono istruzioni perché le regole del gioco sono infinite. La tua impronta digitale è unica come la tua esperienza.

Ho sempre cercato qualcuno che mi completasse, per poi scoprire che il segreto di un legame quasi perfetto è arricchirsi. Non è la mia metà che ho trovato, ma un prolungamento alla mia felicità. Ti amo ogni giorno di più perché mi hai insegnato ad essere libera. Libera dalle convenzioni, dai pregiudizi, dalle opinioni altrui, dai consigli non richiesti, dalle paure, dalla parte più noiosa e patetica di me e soprattutto libera dalla folla.

Con la bici ho ritrovato me stessa e un’anima solitaria che non pensavo di avere. In sella alla mia bici elimino il superfluo: per pedalare bene devi essere leggera.

Dopo una salita ignorante dove anche il peggiore dei pensieri si scioglie sotto i pedali, c’è sempre una discesa e quando si è fortunati non è mai la stessa dove si è saliti.

Lascio le gambe libere, sfioro con due dita i freni e via, torno bambina, proprio come mia figlia con il suo entusiasmo acerbo e genuino. Mentre fotogrammi veloci nella mente ripercorrono la salita appena fatta, il mio cuore ride. E’ come aprire una finestra per riempire di luce una stanza e respirare aria pulita. Quanto si può andare davvero lontano se lo si vuole veramente?

Sulla strada in discesa il mio Essere scorre leggero su due ruote che lasciano ghirigori della mia felicità lungo l’asfalto. Attenta ai tornanti, alle buche, alle macchine, ai calabroni, alle gocce di pioggia sul viso, il mio cuore ride. Mentre guardo un attimo il cielo sempre più nero e minaccioso, annuso l’aria e con mio grande stupore non sento più l’odore acre della pioggia, ma un intenso profumo di gelsomino. Sembra che le villette qui intorno si siano messe d’accordo. Respiro a pieni polmoni per qualche curva. E’ meraviglioso. La bici lo è, perché ti permette di essere parte di tutto.

Non ho mai rinunciato veramente a qualcosa. Per me il sacrificio non è la rinuncia, ma lo sforzo per poter raggiungere ciò che si vuole veramente. Non ci sono portata al martirio quotidiano. Sono stata forse troppo fortunata nella vita da pensare che bisogna godersela fino in fondo e finché si può. Non riesco a vivere senza passioni e senza obiettivi. Senza sogni, seppur insignificanti per qualcuno, come per esempio una salita ad uno dei colli più storici ed emozionanti della Francia: l’Isoard. L’unica corrente che seguo è quella adrenalinica, una scarica di emozione e buon umore che avverti solo quando ti accorgi di vivere davvero.

Seduta davanti al mio pc a volte mi convinco di essere un’egoista patentata con la sindrome di Peter Pan e quando i sensi di colpa si ripropongono come il cetriolo, guardo il muro di fronte. Scorrendo le nostre foto, una per una, posso ancora sentirne gli odori: la neve primaverile cotta dal sole, il dolciastro dell’asfalto o di qualche carcassa dimenticata, l’aria pulita delle grandi altezze, i fumi delle grigliatone della domenica a mezzogiorno da farci venire l’acquolina, il solletico del sudore sulla pelle, il balsamico dei pini e il cocktail di fiori. Siamo nomadi felici su due ruote.

Al muro c’è anche la mia Bianchi, appoggiata, dormiente, pare in attesa e il pensiero è uno soltanto: chissà dove saremo domani… E allora, quando mi chiedi “chi te lo fa fare?”, io ti rispondo:”Come posso spiegarti il profumo del gelsomino?”

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