Una classica al Corno Stella: la Campia

Dove: Valle Gesso, Gias delle Mosche, Valdieri (CN)
Esposizione: Sud-Ovest
Difficoltà:  TD-  V+ obbliagatorio
Vetta: 3053 mt
Dislivello:  370 + 150 mt per la vetta. Combinata Pilastro Oscar + Via Campia (si può far tappa al rifugio Bozano a 2,15 h circa dal parcheggio, 2450 mt)
Discesa: doppie da 30 o 60 mt.
Note: Pilastro Oscar attrezzato a spit. Via Campia è di stampo classico, qualche chiodo lungo via. Utili friend medio-piccoli. Il cellulare non ha copertura.

Guarda questo giorno perché è questa la vita. Nel suo breve corso stanno tutte le realtà e le verità dell’esistenza. Perché ieri non è altro che un ricordo e domani è solo una visione. Ma un oggi ben vissuto rende ogni ieri un ricordo felice ed ogni domani una visione di speranza. Quindi, guarda bene questo giorno.” (Kalidasa, poeta indiano vissuto tra il IV e V secolo)

corno-stella-campia-14Una finestra di bel tempo! Abbiamo due giorni di sole, così partiamo verso la Val Gesso per scalare il Corno Stella, combinando una via moderna con una via classicissima e conosciuta: pilastro Oscar + Campia. Telefoniamo al rifugio Bozano e prenotiamo una notte con cena (superlativa! Complimenti a Marco, che oltre ad essere un attento gestore, è anche un ottimo cuoco).

Il sentiero che porta al rifugio è panoramico e rilassante. Appena partiti un camoscio tra gli alberi si ferma ad osservarci. Camminiamo silenziosi, ognuno con il suo zaino e i suoi pensieri. In montagna i sentieri sono lunghi e hai un sacco di tempo per pensare.

La roccia non è stupenda: è superlativa, magnifica, libidinosa! E’ un vecchio gneiss granitoide che ha la varietà di prese più ampia che abbia mai visto: tacche arrotondate, buchi, piccole anse perfette dove infilare la punta della scarpetta, lame, diedri, fessure… ce n’è per tutti i gusti. E quanto grippa! Le scarpette non scivolano nemmeno se ti impegni.

Sul Pilastro Oscar andiamo in alternato. Mentre il mio socio mi passa l’attrezzatura in sosta, rinvio dopo rinvio sento salire un po’ di adrenalina, la concentrazione e l’entusiasmo. Salire da seconda di cordata è un po’ come fare il passeggero in macchina: puoi anche distrarti tanto non sei tu al volante. Mi annoia insomma.

La differenza tra le due vie è evidente e critica. I gradi della Campia diventano alpinisti, chiodi al posto degli spit. Se il 5c è il tuo limite, beh…pensaci e informati. All’uscita della via non sei ancora in vetta. Se ti ricordi ancora quanto fa 2+2, puoi finire con 150 metri di pietraia e raggiungi la croce.

Giornata da ricordare.

Pilastro Oscar

L 1. Un paio di passaggi delicati ma ben protetti. 5c

L 2. 30 metri con 2 spit, ma il grado è sostenibile: 3c 🙂

L 3. Altra placca ben lavorata con un paio di spit. Tiro corto. 4c

L 4. Il mio tiro bello. 40 metri con 5 spit. Bello il tettino poco prima della sosta. 5b

L 5. Dritti verso lo strapiombo giallo. 5c

L6 . Per roccette verso la cima del pilastro. II

In teoria la via sarebbe finita, ma per andare all’attacco della Campia si prosegue con un paio di tiri ancora:

L 7-8. Occhio agli spit. Sono pochi ma la loro inclinazione, se c’è, indica la direzione. Ho trovato una sosta sulla sinistra, poco prima della grande cengia da cui parte la Campia.

Campia

L 1. Se me la sento? Certo! Sicuro che la sosta sia così lontana? Ok, ho visto il primo chiodo. Dio se le protezioni sono lontane… “If you think to fall, you fall” dice Steph Davis, quindi non ci pensare e soprattutto non guardarti indietro. IV+

L 2. Muretto con appigli piccoli verso un diedrino e poi placche. Tiro più impegnativo. V+

L 3. Io invece avrei patito questo. Il noto traverso, inclinato ed esposto. Più stai verso l’esterno e più facile è passare, ma l’esposizione è interessante. Chiodatissimo per fortuna. V

L 4. Stupendo. Muretto nero lavoratissimo, fino sotto ad un piccolo strapiombo. Poi ancora un muretto dritto e lavoratissimo. La verticalità qui impressiona. Il tratto di roccia più bello della via. Qui, arrivi alla vena di quarzo. V

L 5. La difficoltà si abbatte come la verticalità della parete. La sosta permette di scendere in doppia oppure si prosegue verso sinistra e via sullo scivolo di pietra con un quasi-sentiero tracciato per raggiungere la vetta in una quindicina di minuti.
Info utili sulla via. Qualche confronto non guasta mai:

AlpiDoc

Cuneo Climbing

Sassbaloss

 

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